Dalle note di copertina

Il titolo del secondo lavoro discografico dei Sax Four Fun è di per sé una dichiarazione programmatica. Guarda avanti può, infatti, essere tranquillamente vissuto come una risposta ai detrattori del "tutti sassofoni", per i quali dopo Word Saxophone Quartet e 29th Street Saxophone Quartet non sembrano più possibili ulteriori novità virtuose. Una seconda e più intelligente analisi sollecita invece spontaneità riflessione attorno ad un progetto che, in vero, ha per contro molto da dire. Ed è appunto guardando avanti, pur rispettando gente del calibro di Murray, Hemphill, Lake, Bluiett, Purcell, Watson, Jackson, Rothemberg, Hartog e altri mostri sacri del caso, che il quartetto (o il quintetto laddove si aggiungono al coro anche il soprano o il contralto di Pepito Ros) sceglie frasegg moderni e "creativamente corretti", ricchi dell'originalità che ovviamente manca ad altri celebrati emuli della Bibbia sassofonista e che è citata. Guardando avanti e pure attraversando territori ben conosciuti come quello del grande mare del blues, la formazione affonda la propria ricerca nell'intera gamma della famiglia delle ance, sondando analiticamente la polifonia della tradizione, pur in assenza di ritmica "storica", riuscendo a trovare utili soluzioni propositive. Un collage in cui ironia e serietà riescono a combinarsi in efficaci rivoli di fantasia e che - alla fine - forgiano nuove caleidoscopiche strutture, apertamente da godere. L'architettura dei dodici brani contenuti in questo CD è per certi versi notevolmente anticonvenzionale, pronta a giocare sulla volontà di creare funky quando il mondo sembra invece remargli contro (Dolofunky), nell'improbabile Stort blues "rubato" all'ensemble di Guido Bombardieri e splendidamente arrangiato dal chitarrista bresciano William Tononi, nel 6/8 di Oasi in cui Pepito Ros raddoppia le sue credenziali facendo filotto con la meravigliosa ballad About You, nell'omonima Sax Four Fun di Fiorenzo Zeni, ormai diventata nuova sigla del gruppo e che ben si adatta ai "walking tunes" dei citati gruppi di Murray e Wotson nello "scherzo" di un "perfect blues" che diventa tale solo in un secondo momento (Hard Times), nella rilettura di uno dei grandi ironici capolavori moderni di Carla Bley (Reactionary Tango) oppure, infine, nel bellissimo Abbamele di Paolo Fresu con cui - tra il resto - il gruppo ha iniziato una collaborazione tutta da vivere e che trova il trombettista sardo in piena sintonia con le evoluzioni di un combo capace di mediare - con innata illuminazione - geometrie della partitura e urgenze dell'improvvisazione. La "Live recording", ben confezionata da Marco Lincetto per la coraggiosa Velut Luna, nobilita il concetto: il tempo in cui il jazz era solo roba per americani è davvero finito.

 Vittorio Albani

CD registrato nel 1999 nella sala polifunzionale di Abano Terme (PD) per Velut Luna con Marco Lincetto. 96 Khz e 24 Bit

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